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martedì 27 febbraio 2018

Cristina Zagaria, I piccoli principi del rione Sanità, ed. Il battello a vapore, 2017

Uhuru vive a Napoli. Ma non è nato lì: vi è arrivato in fuga dalla guerra, attraverso l’Africa e poi finalmente in Sicilia, in Calabria e adesso nel capoluogo della Campania, al rione Sanità, dove spera nell’aiuto che - così gli hanno detto - potranno dargli i volontari del centro “La Tenda”: un pasto, un cambio di biancheria, semplicemente. Intanto, mentre siede su una panchina, viene avvicinato da tre bambini che gli parlano in una strana lingua a metà fra il dialetto e l’italiano, che lui comprende a fatica, solo in parte. Sono incuriositi dal disegno che sta mettendo giù e si capisce subito che vogliono fare amicizia. Non è difficile: loro sono di cuore buono, e lui gli è subito simpatico. Tuttavia il problema qui non è l’amicizia; ma proprio, banalmente, quello di farsi capire. A partire dal nome: hai voglia a dirgli che Uhuru significa “uomo libero” e che è così che si chiamava il primo satellite dedicato all’osservazione spaziale dei raggi X. Riesce a malapena a fargli capire che ha una “missione”: anche se non si tratta di una missione stellare - lui non è veramente un astronauta - ma di qualcosa di più “terreno”: smetterla di girovagare per l’Italia in attesa di un futuro sempre più improbabile e raggiungere la Svizzera, in cerca di un lavoro e della possibilità di sistemarsi...
Cristina Zagaria - giornalista e scrittrice napoletana, collaboratrice di “Repubblica” e autrice di libri per editori come Sperling&Kupfer, oltre che per ragazzi per il “Battello a vapore” - scrive un romanzo che si basa sulla sua esperienza di volontariato presso varie onlus che si occupano di giovani, e parte dalla domanda: “Cosa accadrebbe se l’aviatore del Piccolo principe, invece che nel deserto, atterrasse a Napoli, nel rione Sanità?” Lodevole, senza meno, l’intento di mettere al lavoro in gruppo ragazzi e ragazzini con la finalità culturale di leggere, disegnare e dar vita a storie che hanno poi contribuito a formare questo libro, dedicato peraltro a uno di loro, Genny Cesarano, diciassettenne ucciso per sbaglio dalla camorra nel corso di un raid, qualche anno fa. Tuttavia, proprio per l’intento squisitamente culturale ancor prima che estetico, non convince il modo in cui viene trattata nella trascrizione la lingua dei personaggi: a dispetto infatti di quanto denunciato dall’autrice nella sua nota finale, a proposito delle “vere e proprie lezioni di napoletano” prese durante la stesura, il dialetto è talmente storpiato da risultare a volte incomprensibile perfino a un madrelingua come chi scrive qui. Al di là di ciò, il risultato è comunque interessante anche quando non appassionante, e i bambini ritratti rimangono, di fatto, stampati nel cuore.


Cristina Zagaria, I piccoli principi del rione Sanità, ed. Il battello a vapore, 2017.

(«Mangialibri», 27 febbraio 2018)

giovedì 23 aprile 2015

R. Verità, Con la testa fra le favole, ed. Erickson, 20152

«Federica era una pinguina che, come tutti i pinguini, viveva al Polo Sud, tra i ghiacci e le acque gelide. Era molto contenta, perché aveva imparato da poco a nuotare e a pescare, insieme a suo padre e ai suoi fratellini. Però, ogni vota che guardava gli uccelli che volavano, si poneva strane domande: “Perché l’albatro o il cormorano sono uccelli che volano? Perché io e tutti i pinguini siamo uccelli che non volano?” Così Federica si mise in testa di imparare a volare».



Dieci favole con protagonisti animali, basate sul metodo REBT (terapia cognitivo-comportamentale razional-emotiva), che Roberta Verità - psicologa e psicoterapeuta attiva a livello internazionale - propone ai bambini con un messaggio chiaro: quello che pensiamo - di noi stessi e della realtà che ci circonda - influenza la nostra vita, ciò che facciamo e ciò che sentiamo. Avere il giusto atteggiamento mentale può aiutarci ad avere un miglior atteggiamento nei confronti delle cose, e dunque della nostra esperienza. Obiettivo primario di queste storie: esaminare e restituire il giusto peso alle paure, agli eccessi, ai bisogni che caratterizzano l’assetto psicologico dei bambini. Volume qui presentato in una nuova edizione, contenente per ogni favola una sezione conclusiva di carattere pedagogico. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori, psicoterapeuti.


R. Verità, Con la testa fra le favole, ed. Erickson, 20152.

(«Pagina3», 23 aprile 2015)

venerdì 27 febbraio 2015

Jennifer Elvgren, La città che sussurrò, ed. Giuntina, 2014

Danimarca, 1943. Nel piccolo villaggio di pescatori di Gilleleje, occupato dai tedeschi, è appena cominciata la caccia all’ebreo: i nazisti hanno preso a perquisire tutte le case, minacciando di morte i proprietari. Sono molti gli ebrei nascosti in rifugi di fortuna presso case private, tra cantine e ripostigli: ma è chiaro ormai che quella sistemazione non potrà durare a lungo. Bisogna pensare alla fuga. Il piano è raggiungere il porto di notte, alla volta della Svezia: ma purtroppo non c’è luna in cielo, e sarà quasi impossibile per i fuggitivi riuscire a orientarsi al buio… Così la piccola Anett ha un’idea: e se tutti gli abitanti si mettessero dietro agli usci di casa a sussurrare la direzione? Potrebbero guidarli alle barche con la voce, anziché con la luce…
La storia della guerra non è fatta solo di sopruso e di viltà, ma anche di resistenza e di piccoli e grandi eroismi quotidiani destinati a salvare delle vite, invece di distruggerle. La città che sussurrò, di Jennifer Elvgren (ed. Giuntina, con illustrazioni di Fabio Santomauro), è un’affascinante graphic novel per bambini, di grande formato, interamente illustrata a colori, che racconta la storia vera di una famiglia e dell’intera collettività di un paese che ha deciso di non cedere al ricatto della violenza: così fu possibile, oltre settanta anni fa, mettere in salvo ben 1.700 ebrei. Vergogna di un fascismo italiano servo dell’orrore razzista che - nonostante i funambolismi dei revisionisti - non fu in grado di proteggere il proprio popolo dalla deportazione; ma orgoglio di un’umanità che, anche grazie a questi esempi, rinnova una volta di più la fiducia nella possibilità di un mondo meno meschino.

(«Il Caffè», 20 febbraio 2015)

venerdì 23 gennaio 2015

SuperAle, un supereroe niente male. Un nuovo libro Erickson per bambini di Carlo Scataglini. Anzi, tre

«ALE ERA UN BAMBINO DI SETTE ANNI. UN GIORNO, VIDE DALLA FINESTRA I DUE GEMELLI BIG E BANG NELLA PIAZZA. ERANO MOLTO PREPOTENTI. DICEVANO A UN BAMBINO DI SCENDERE SUBITO DALLA SUA BICICLETTA PERCHÉ VOLEVANO FARE UN GIRO. ALE SI BUTTÒ SUL LETTO DELLA SUA CAMERETTA. PRESE IL PUPAZZO DEL SUO SUPEREROE PREFERITO: IL GRANDE "SUPERALDO"! LUI POTEVA SICURAMENTE SCACCIARE I GEMELLI DISPETTOSI!».
 
«Dalla finestra della cameretta di Ale si poteva vedere tutta la piazza del paese. Lì c'erano sempre Big e Bang, due terribili gemelli che terrorizzavano i bambini del quartiere. Anche Ale era un bambino e aveva paura di loro. "Eccoli là!" pensò, mentre i gemelli dicevano a un bambino di scendere dalla bicicletta perché volevano fare un giro. "Ma ecco che arriva Superaldo!" disse Ale, buttandosi sul letto. Prese in mano un pupazzo mascherato, con un mantello rosso e due lettere blu stampate, una S e una A. "Un colpo di karate, una mossa di judo e i due cattivoni sono messi in fuga. ben fatto, SuperAldo! meno male che ci sei tu..." continuò Ale, muovendo il pupazzo».
 
Un nuovo libro per bambini di Carlo Scataglini, insegnante specializzato di L'Aquila che ha al suo attivo oltre cinquanta pubblicazioni in volume per i più piccoli e per la didattica della scuola primaria. Vivacemente illustrato a colori da Pablo Torrecilla, è proposto dall'editore Erickson nella collana "Storie a testa in su e a testa in giù": leggibile cioè in due versioni, per chi comincia (scritto in maiuscolo, più breve e semplificato) e per chi ha già cominciato da un po' (scritta in caratteri grandi con stile ordinario; la differenza tra i due è visibile nelle citazioni d'apertura). La storia è seguita da una sezione di giochi dedicati a stimolare le abilità del piccolo lettore, ed è affiancata da un quaderno degli esercizi di 42 pagine di grande formato. Nella stessa collana: Gigantino e la guerra saporita e Topigno e la giungla da salvare.
 


C. Scataglini, SuperAle. Un supereroe niente male, ed. Erickson, 2014, pp. 100 + 42, euro 9,90 (libro e quaderno indivisibili).

(«Pagina3», 23 gennaio 2015)

sabato 8 novembre 2014

R. Fisher, Allena-mente. 200 giochi intelligenti per bambini da 0 a 9 anni, ed. Erickson, 2014

Nei primi dieci anni di vita la mente dell’uomo è più fertile e ricettiva che mai: stimolarla in questa fase dell’evoluzione costituisce il dono più prezioso che si possa fare a un bambino. E quale modo migliore del gioco, per proporre nuove conoscenze? Attraverso il gioco - che sorprende, avvince, stuzzica - il bambino è portato naturalmente a interessarsi delle cose che scopre entusiasmandosene, senza avvertire né la fatica dell’apprendimento né il peso del dovere. Ottimo contraltare al lavoro scolastico (quello che bisogna fare “per forza”) è invece la proposta educativa ludica, incentrata sullo sviluppo di capacità come la concentrazione, il problem-solving, la relazione con gli altri…

domenica 5 ottobre 2014

A. Pellai, Il tesoro di Risolina, ed. Erickson, 2014

Rosa, che vive in un paesino al centro di una valle, è una ragazza gentile e bella. Pietro, il falegname, è un suo amico, che la guarda spesso con gli occhi luminosi dell’innamorato. Un giorno anche lei si innamora, così decidono di andare a vivere insieme; e dal loro amore nasce una bambina dalla foltissima capigliatura di fili di seta e chicchi di riso, che la madre chiama Risolina. La bambina cresce sana e bella, tra l’amicizia con i compagni di scuola e i racconti della madre, che le ha detto spesso di quella volta che un chicco di riso magico, andatole di traverso, era finito nel suo pancione dove lei, Risolina, era in attesa di nascere. Solo che quella sua splendida particolarità rischia ora di diventare un problema: qualche amico ha cominciato a prenderla in giro e a trattarla male, per via dei suoi strani capelli…

domenica 13 luglio 2014

Io mi chiamo neve. Un libro di David Frati sulla tirosinemia ereditaria

La tirosinemia ereditaria di tipo 1 (HT-1) è una malattia metabolica rara, nella quale l’organismo non riesce a scomporre l’amminoacido denominato “tirosina” e di conseguenza accumula sostanze tossiche, con danni al fegato e ai reni (ma anche neurologici, compreso il ritardo mentale). La malattia - che se non trattata può essere fatale - può essere curata con terapia farmacologica e una dieta speciale. Come spiegare questo a un bambino? Semplice: come se fosse un gioco.
In questo intento è riuscito David Frati, giornalista medico che si occupa di pediatria e oncologia

domenica 15 giugno 2014

M. Colli, G. Mauri, E. Verri, Ricette spaziali, ed. Erickson, 2013

Si sa che gli alieni sono strani: le creature dello spazio non hanno né braccia né gambe, parlano una lingua incomprensibile e viaggiano nell’universo a bordo di curiose navicelle. Eppure quando arriva l’appetito… siamo tutti uguali! Non c’è niente di meglio, per consolare un piccolo extraterrestre smarrito e bisognoso d’affetto, di una bella torta al cioccolato. Dopodiché…
Monica Colli, Grazie Mauri, Erica Verri, con il loro bel libricino Ricette spaziali. Diventare cuochi galattici per preparare piatti semplici e sani con mamma e papà (ed. Erickson), ci accompagnano alla scoperta - un ingrediente dopo l’altro - dei sapori più ghiotti e delle ricette più fantasiose (ma semplicissime) che i piccoli possono preparare insieme ai genitori… per la gioia di tutti i marziani. Un libro per bambini originale e divertente, da gustare fino all’ultima pagina.


M. Colli, G. Mauri, E. Verri, Ricette spaziali. Diventare cuochi galattici per preparare piatti semplici e sani con mamma e papà, ed. Erickson, 2013, pp. 122, euro 14,50.

(«Pagina3», 14 giugno 2014)

giovedì 10 aprile 2014

A. Pellai, Così sei nato tu. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini, ed. Erickson, 2014

“Come nascono i bambini?”. I genitori che non si sono mai trovati di fronte a questa domanda da parte di un loro figlio alzino la mano. Ben pochi, a quanto pare. E quelli che hanno saputo rispondere senza incertezze, facendo una gran bella figura? Ancora meno, non c’è dubbio. A quelli che hanno già ricevuto il fatidico quesito (e stanno prendendo tempo, non sapendo come cavarsi d’impaccio), ma anche a quelli consapevoli che potrebbe toccargli da un momento all’altro, Alberto Pellai propone Così sei nato tu. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini (ed. Erickson), libro di filastrocche illustrate da leggere in sequenza (per ripercorrere tutta la storia, dal concepimento alla nascita), accompagnate da riflessioni sul tema (nella forma domanda-risposta) e corredate da schede che invitano i bambini a mettersi al lavoro - con l’aiuto di familiari e insegnanti - per inquadrare la questione nella prospettiva migliore.
Il testo nasce dalla convinzione che il metodo della generazione precedente - basato essenzialmente sul non dir niente ai figli, giustificato con l’alibi “se i bambini non domandano, vuol dire che non c’è bisogno di nessuna spiegazione” - sia essenzialmente inefficace e controproducente, perché i bambini sanno apprendere dal silenzio quanto dalle parole. Pellai propone al contrario una risposta possibile e accessibile a tutti, con questo volume simpatico e di grande fruibilità, ottimo da frapporre tra il bambini e un apprendimento casuale (in rete o dai coetanei), che rischia di confondere maggiormente le idee e di sommare altra ignoranza a quella di partenza. Disponibile in due versioni: dai 4 a 7 anni; dai 7 ai 10 anni.


Alberto Pellai, Così sei nato tu. Una storia in rima per spiegare come nascono i bambini, ed. Erickson, 2014, pp. 100, euro 14, Presentazione di Licia Colò.

(«Pagina3», 10 aprile 2014)

giovedì 27 marzo 2014

N. Blanco, V. Docampo, La valle dei mulini, ed. Terre di mezzo, 2013

Tutto va per il meglio nella valle dei mulini fino a quando, un bel giorno - ma meglio si direbbe: un “brutto” giorno - le macchine perfette arrivano e tutto cambia: niente più creatività, niente più imprevisti, niente più lavoro da fare per gli abitanti. Perfino il vento scompare, lasciando i mulini fermi e inutili. Con la loro perfezione le macchine non hanno portato solo l’efficienza nella valle, ma anche la noia. Come fare per recuperare il gusto della vita e, soprattutto, per restituire agli uomini i loro sogni?
La valle dei mulini, di Noella Blanco e Valeria Docampo, è un bel libro per bambini, soprattutto nelle suggestive illustrazioni (mentre la narrazione, a tratti didascalica, rimane impressa e fa riflettere). Formato 25x25, rilegato a filo, in una bella edizione Terre di mezzo.


N. Blanco, V. Docampo, La valle dei mulini, ed. Terre di mezzo, 2013, pp. 36, euro 15.

(«Pagina3», 27 marzo 2014)

sabato 15 marzo 2014

L. Dalisi, Ollip e il grande inceneritore, ed. Ad est dell’equatore, 2013, pp. 140, euro 15.

Ollip e il grande inceneritore, di Luca Dalisi (ed. Ad est dell’equatore), è una storia ben congegnata di uomini e animali (il cui protagonista è Ollip, un piccolo polpo alieno) alle prese con il disastro ambientale di un mare sempre più invaso dai rifiuti e di una terra sempre più bisognosa delle cure dell’uomo. Una favola che parla del mondo come della casa di tutti e che - attraverso la trama, le immagini e le didascalie - prova a condurre i bambini in maniera divertente e non faticosa attraverso le idee che sono alla base della sostenibilità, le fasi del riciclaggio dei rifiuti, i tanti metodi e trucchi che è possibile usare ogni giorno per ridurre l’impatto dell’uomo sul pianeta.
Ma soprattutto un volume (dal grande formato, con pagine quadrate interamente illustrate a colori) per spiegare con grande semplicità che è possibile vivere in questo mondo avendo rispetto per tutti quelli che ci abitano (uomini, animali, piante, rocce) e facendone una casa ospitale e accogliente. Con il patrocinio morale del Comune di Napoli.


L. Dalisi, Ollip e il grande inceneritore, ed. Ad est dell’equatore, 2013, pp. 140, euro 15.

(«Pagina3», 15 marzo 2014)

martedì 11 marzo 2014

L. Pearson, Hilda e il troll, ed. Bao Publishing, 2013

Splendido. Non si aggiungerebbe altro se bastasse a rendere le tante sfumature di bellezza e d’interesse di Hilda e il troll di Luke Pearson (ed. Bao Publishing). Dalla bambina col cappello da pittrice che vuol ritrarre la natura alla notte passata in tenda sotto la pioggia, dal rapporto controverso con “l’omino di legno”, all’incontro con il troll, verso un finale che vedrà evolvere la paura in amicizia (o forse no).
Interamente illustrato a colori su tavole di grande formato e rifinito con cura in ogni dettaglio (fino alla tela del dorsetto), Hilda e il troll è un inno per bambini all’imprevisto e alle sue possibilità, che allude di continuo alla ricchezza di una vita vissuta fuori dalla pretesa di possedere e controllare ogni cosa. Visionario ma garbato e tenero senza essere buonista, Hilda e il troll è una lettura che piacerà a tutti i bambini (e anche a molti grandi). Assolutamente consigliato.


Luke Pearson, Hilda e il troll, ed. Bao Publishing, 2013, pp. 40, euro 14.

(«Pagina3», 11 marzo 2014)

lunedì 13 gennaio 2014

J. Leroy, M. Maudet, Un lupetto ben educato, Babalibri, 2013


Carino, delicato e divertente, Un lupetto ben educato di Jean Leroy e Matthieu Maudet (ed. Babalibri), è un ottimo titolo da consigliare al genitore che voglia leggere una bella storia al suo bambino in età prescolare (o come lettura per bambini delle prime due classi della scuola primaria). Ovvero, a tutti coloro che desiderano scoprire cosa accade quando un lupetto - cui i genitori hanno insegnato le buone maniere - incontra nel bosco una preda che esprime un ultimo desiderio prima d’essere mangiata… una storia che ci insegna quanto sia importante essere “ben educati” e saper mantenere la parola data. Illustrazioni semplici e curate, adatte all’età in un grande formato.


Jean Leroy, Matthieu Maudet, Un lupetto ben educato, Babalibri, 2013, pp. 32, euro 12,50. Grande formato (cm 19 x 26), interamente a colori.

(«Pagina3», 13 gennaio 2014)

sabato 14 settembre 2013

Daniele Novara, Litigare per crescere, ed. Erickson, 2010

«Nella storia della pedagogia non esiste, forse neppure espressa di sfuggita, una riflessione sui litigi e sulla conflittualità infantile che superi il preconcetto che li considera errori, carenze e mancanze. Come se il bambino che litiga finisse col rappresentare, in un certo senso, il fallimento stesso dell’educazione. Ma il litigio infantile è in realtà un evento carico di contenuti specifici e non un incidente di percorso da prevenire o risolvere al più presto. In questo libro il litigio è considerato come occasione per apprendere nuove competenze e garantire al gruppo una maggiore coesione».


Trasformare il contrasto in confronto creativo: questa l’ambizione e la sfida del volume Litigare per crescere. Proposte per la prima infanzia (ed. Erickson), di Daniele Novara, che si giova della collaborazione di numerosi esperti e si divide in due parti, la prima riservata alla riflessione sul tema e la seconda dedicata alla presentazione di strumenti e proposte operative per lavorare sui conflitti con i bambini.


D. Novara, Litigare per crescere. Proposte per la prima infanzia, ed. Erickson, 2010, pp. 202, euro 19.

(«Pagina3», 14 settembre 2013)

mercoledì 11 settembre 2013

Leggere facile. Una nuova collana per bambini dell'editore Erickson

Quando un autore del talento di Carlo Scataglini, formatore e insegnante specializzato di L’Aquila delle cui opere abbiamo già avuto occasione di interessarci, decide di scrivere una collana per i bambini e per la scuola dal taglio originale e intelligente… può venir fuori qualcosa di meraviglioso.
È il caso dei 5 volumi della collana “Leggere facile - Storie a testa in su e a testa in giù” dell’editore Erickson, appena sbarcata in libreria.

lunedì 7 gennaio 2013

A. Tomassetti, Il mostro dei rifiuti, ed. Erickson, 2012

«Ma perché non possiamo buttare tutto insieme nella spazzatura senza perdere tempo?» chiede il piccolo Gegè di 4 anni a Vito, suo fratello maggiore, intento a separare con perizia e sveltezza ogni sorta di rifiuto domestico, che gli risponde: «non parleresti così se avessi visto quello che ho visto io, giù alla discarica». Perché Vito è stato alla discarica ed è rimasto terrorizzato dal tremendo e orripilante "mostro dei rifiuti".

lunedì 11 giugno 2012

A. Pellai, Il domatore del vento. Conoscere e superare le paure, ed. Erickson, 2012

Quando la mamma lo manda in punizione in camera sua, dopo che il vento ha sbattuto a terra un vaso di cristallo cui è molto affezionata, il piccolo Jacopo si sente schiacciato da due sentimenti dolorosi: quello dell’ingiustizia subita - perché in fin dei conti è il vento che, entrando d’improvviso dalla finestra socchiusa, ha rovesciato il vaso frantumandolo, non lui - e anche un dolore più preoccupante e difficile da mandar via: la paura nei confronti di quello che da oggi in poi sarà suo nemico - il vento - invisibile, repentino, distruttore (e impunito), da cui difendersi dovunque e sempre.

lunedì 12 marzo 2012

Mauro Neri, Storie per dodici mesi, ed. Erickson, 2012


D’accordo: per stabilire che il tempo passa, è sufficiente avere un orologio al polso o appeso a una parete. Basta avere un calendario, per stabilire che i giorni scivolano via veloci uno dopo l’altro, che le settimane si corrono dietro senza mai fermarsi, che le stagioni sono quattro e che i mesi sono dodici, da gennaio a dicembre. Picalù, la piccola e simpatica protagonista di queste Storie per dodici mesi, ancora non sa come funziona l’orologio e non è capace di leggere bene il calendario: le basterà però seguire il trascorrere dei mesi e delle stagioni, guardando dalla finestra della sua cameretta, per capire i cambiamenti che avvengono nel grande parco pubblico dall’altra parte della strada.

Tre storie per ogni mese, caratterizzate dai suoni, dai colori, dai cibi e dagli eventi di ciascun periodo dell’anno. Alla fine di ogni mese, una scheda per passare dall’ascolto delle storie alla creazione di storie nuove, con figure da ritagliare, sceneggiature da completare e altri giochi. Un libro per ricordare ai bambini e anche agli adulti che il tempo della vita (qui rappresentato nel trascorrere dell’anno solare) non è un contenitore omogeneo da riempire di attività da cui “trarre profitto”, ma un’occasione sempre rinnovata per incontrare l’unicità che ogni giornata contiene e ci offre. Fiabe che possono essere ascoltate dai bambini della scuola d’infanzia, o anche lette da quelli dei primi due anni della primaria. Formato 21x30 cm, con le illustrazioni di Paola Leonardelli.


Mauro Neri, Storie per dodici mesi. Racconti e attività ludiche per la scuola dell’infanzia e il biennio della scuola primaria, ed. Erickson, 2012, pp. 160, euro 18,50 (grande formato).

(«Pagina3», 12 marzo 2012)

lunedì 7 novembre 2011

Capire i bambini. Due nuovi libri Erickson sui problemi dei bambini iperattivi o ad altissimo potenziale intellettivo


A volte è difficile capire i bambini; tanto da indurre molti genitori o educatori a rinunciarci. Tuttavia, capirli è necessario: al punto che la Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo - approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata fino a oggi da 190 Paesi, fra i quali l’Italia (con la Legge 27 maggio 1991, n° 176) - afferma che uno dei diritti fondamentali del bambino è “il diritto a essere capito”.
D’altro canto, se è già difficile in generale, lo è ancor di più in particolare: come nel caso dei bambini affetti da sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, denominato in italiano “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”), i quali mostrano non solo scarsa concentrazione, ma un comportamento incomprensibile, imprevedibile e spesso violento.
Il modo migliore per relazionarsi a loro - spiega Martin L. Kutscher, autore del libro Mio figlio è senza freni. Guida di sopravvivenza per genitori di bambini iperattivi (ed. Erickson, 2010) - è capire che il comportamento di questi bamini non è dettato da irrazionalità, ma dalla loro incapacità di distinguere passato, presente e futuro: «vuoi capire le azioni delle persone con ADHD? Devi solo chiederti: “quale comportamento avrebbe senso se mi restassero soltanto quattro secondi di vita?”». E se questo limite da un lato rischia di logorare chi gli sta vicino al punto di lacerare i legami familiari, dall’altro esistono delle regole semplici da mettere in pratica per arginare la fatica e per non perdere la speranza di venirne fuori. Informazioni che l’autore condensa in non più di 150 pagine, contenenti l’analisi del problema, il metodo, l’organizzazione e perfino indicazioni sul trattamento farmacologico. Un libro che è una miniera di conoscenze sull’argomento, accessibile a tutti.

venerdì 16 settembre 2011

M. Colli, M.C. Luchetti, G. Mauri e Saviem, Caccia alle emozioni, ed. Erickson, 2011


In genere sono i grandi a voler insegnare ai piccoli ogni cosa; capita di rado di incontrare una bambina che - dopo aver imparato a conoscere e a gestire le proprie emozioni - voglia condividere con altri bambini la propria esperienza. Ecco perché l’incontro con Martina, protagonista del libro Caccia alla emozioni, è prezioso: perché, una volta tanto, è una bambina a parlare agli altri bambini. E un po’ anche a cantare con loro.
Il volume è il “Diario delle emozioni” di Martina, nel quale la piccola prende nota di tutti i passi che ha seguito per indagare, affrontare e superare la paura, la rabbia e il disgusto. Per questo la protagonista si definisce esploratrice e detective; per molto tempo è “andata a caccia” delle sue emozioni fino a portarle alla luce. Dove ogni misconoscenza si dissolve.
Nel capitolo dedicato alla paura, ad esempio, racconta di quella volta che ha avuto paura dello “sgrunfo”, che lei sentiva fare “sgrunf, sgrunf” nella stanza accanto. Fino a che non è riuscita a superare ogni difficoltà per andare a vedere di persona... e scoprire che lo sgrunfo non era un mostro, ma il fratellino addormentato che ronfava. Continua con l’esame della paura del buio, la paura di perdersi, la differenziazione tra le paure “inutili” (quelle citate) e quelle “utili” (come ad esempio