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lunedì 19 gennaio 2015

V. Quercia, Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga, ed. Erickson, 2014

«La persona con problemi di dipendenza, oltre a danneggiare la propria salute e, più in generale, il proprio benessere, può causare problemi anche alle persona che le sono vicine (familiari, colleghi di lavoro, amici, ecc.) e, a volte, risulta difficile per l'assistente sociale mantenere nei suoi confronti un atteggiamento non giudicante e di accoglienza. Inoltre lo stigma che accompagna le persone con dipendenza può indurre a etichettarle come manipolatrici, bugiarde e inaffidabili. È importante per l'assistente sociale centrare la relazione sulla persona, dedicando una particolare attenzione all'ascolto del suo punto di vista, cercando di abbandonare ogni preconcetto, riconoscendo la sua autonomia e autodeterminazione, senza per questo abdicare al suo ruolo istituzionale».
 
Il lavoro che ha a che fare con delle persone, non solo con delle procedure, richiede una particolare sensibilità, che va coltivata unitamente alle competenze affinché i "soggetti" della propria attività non vengano trattati, appunto, come "cose" (o come "casi"). La capacità di relazionarsi è importante dunque quanto la conoscenza della materia e dei problemi. Ecco perché il volume Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga, di Valerio Quercia, si concentra - con il consueto taglio pratico dell'editore Erickson, caratterizzato dalla chiarezza dei contenuti, veicolata da una grafica accattivante e immediata - su entrambi gli aspetti: dalle sostanze legali e illegali (cosa sono e che effetti hanno) al sostegno alla persona con dipendenza, dalla legge italiana all'esplorazione della relazione d'aiuto e delle situazioni difficili. Nella collana "Lavoro sociale in tasca" diretta da maria Luisa Raineri.
 
Valerio Quercia è assistente sociale specialista, responsabile tra l'altro del Nucleo Operativo Tossicodipendenze della Prefettura/UTG di Rieti. Contatti: valerioquercia@libero.it.


V. Quercia, Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga, ed. Erickson, 2014, pp. 131, euro 9,00.

(«Pagina3», 19 gennaio 2015)

domenica 2 giugno 2013

Eccessi senza criterio. Intervista a Raimondo Pavarin

Raimondo Pavarin, sociologo epidemiologo, insegna Paradigmi delle dipendenze all’Università di Bologna. Ha pubblicato il libro Dal deviante clandestino al consumatore socialmente integrato (2012) e Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani (Erickson, 2010).

La droga e i giovani: com’è la situazione in Italia?
Per quanto riguarda i giovani ci sono almeno due cose fondamentali da dire. La prima: sta tramontando la distinzione fra sostanze legali e illegali; ormai i giovani le utilizzano per gli stessi motivi e indifferentemente, più che altro in base alle disponibilità economiche e delle sostanze stesse. Ciò è legato al processo di deculturalizzazione dell’uso delle droghe, particolarmente visibile nel caso dell’alcol: ormai non se ne consuma più solo in certi modi e contesti, quello che conta è la mera assunzione di una certa quantità di sostanza. L’eccesso diventa, per così dire, automatico. La seconda è che - per quanto riguarda in specie le sostanze diverse dall’alcol - si riscontra un consumo ”razionale” (ponderato e finalizzato) che marcia di pari passo a un consumo casuale: lo si nota in particolare negli immigrati di seconda generazione. Non si osservano invece differenze nel consumo tra italiani e stranieri in generale.

martedì 7 maggio 2013

Dipendenza e droga. Intervista a Luigi Zoja


Luigi Zoja è uno psicanalista italiano di fama mondiale. Già Presidente del Centro Italiano di psicologia Analitica e del Comitato Etico dell’Associazione Internazionale per la Psicologia Analitica, è autore di libri tradotti in 14 lingue, tra i quali: Nascere non basta. Iniziazione e tossicodipendenza (ed. Cortina) e La morte del prossimo (ed. Einaudi).

Si è passati, negli ultimi trent’anni, dalla “droga per protesta” al consumo trasversale di massa. Com’è accaduto?
Ho cominciato a occuparmi di tossicodipendenza quarant’anni fa, all’epoca della pubblicazione del mio primo libro, Nascere non basta (ripubblicato nel 2003, N.d.R.). Lavoravo in clinica a Zurigo e ci capitavano casi di pazienti gravi che in Italia non erano riusciti a trovare una cura adeguata. Quello che osserviamo oggi è che, nel mondo moderno, le persone sono sempre più tentate di far uso di sostanze che alterino lo stato di coscienza. Non lo definirei tuttavia un problema della droga, quanto piuttosto un problema del mercato, del consumismo, del fatto che mediamente nei Paesi occidentali la popolazione ha un tenore di vita che le permette di spendere denaro per cose non strettamente necessarie. Una quota del bilancio individuale viene stanziata in maniera ormai fissa (e crescente) per i “godimenti”, tra cui compare il consumo di sostanze “stupefacenti” (come le si chiamava un tempo). Il quale consumo non è più qualcosa di extra rispetto all’ordinario ma tende sempre più a integrarsi nella vita di tutti i giorni. Oggi viene ritenuto un diritto della persona concedersi una certa quantità di piaceri.

giovedì 4 novembre 2010

Due guide al superamento della “cultura alcolica”


Alcol... piacere di conoscerti (ed. Erickson, 2009) è una guida alla “promozione della salute”, a cura dell’ARPAT-Centro studi trentino, oggi alla quinta edizione completamente riveduta e ampliata. In particolare, la guida è dedicata al controllo sanitario dei problemi alcolcorrelati.
Il libro si pone come ausilio per

venerdì 7 maggio 2010

A. Dionigi-R. M. Pavarin, Sballo, ed. Erickson, 2010


Parte da un drammatico dato di fatto lo studio di A. Dionigi e R. M. Pavarin dal titolo Sballo. Nuove tipologie di consumo di droga nei giovani (ed. Erickson, 2010): è in aumento tra i giovani, i giovani adulti e la popolazione in generale il consumo di sostanze psicoattive. Cioè: la droga.
Non è però l'unica novità rispetto al passato. La più grande (e forse più preoccupante) differenza è il fatto che il consumo di droga sia diventato un aspetto della normalità, mentre prima era percepito come devianza e legato quasi sempre a rivendicazioni asociali o antisociali. Ma ciò non dipende dalla droga come tale, secondo gli autori, bensì dal diverso assetto che la società ha assunto negli ultimi decenni: 
ovunque, chiunque stia cercando qualcosa ai giorni nostri si appresta al contempo a consumare qualcosa, legale o illegale che sia.
Parte tutto da qui, dal fatto che il consumo, in generale, sia aumentato, e che il mercato abbia reso la droga una merce come un'altra - certo illegale - ma in null'altro diversa da tutto ciò che si acquista per essere diversi, sentirsi accettati, potenziare o comunque alterare le proprie caratteristiche personali (fisiche e mentali: si pensi alla chirurgia estetica, all'ossessione per il proprio peso corporeo o ai drink eccitanti a base di caffeina e taurina).
È lo sfondo ad essere cambiato: la droga fa parte della normalità e della quotidianità al punto che sempre più non-tossicomani ne fanno uso. Cadono le distinzioni tradizionali tra chi è dentro e chi è fuori: negli anni '80 lo spacciatore e il consumatore erano due ruoli nettamente distinti e il primo in genere apparteneva alla malavita; oggi, evidenziano gli autori con esempi tratti dalla loro pratica clinica,
alcuni pazienti comprano la cocaina dal loro commercilista, l'ecstasy dal fidanzato della sorella e l'hashish a scuola o al bar da coetanei non devianti.
Grande dilemma per i genitori i quali, spesso inconsapevoli di tutto ciò, continuano a dipingere ai figli una realtà della droga che non è più attuale, ciò che reca il rischio dell'incomunicabilità fra le due generazioni (con il classico "i giovani non li capisco" da un lato e il corrispondente "i vecchi non sanno niente di noi giovani"). Mentre invece proprio dei genitori ci sarebbe più bisogno, per riscoprire un'alternativa ai modelli stereotipati che prescrivono la droga come ingrediente indispensabile al "divertimento". Alla cui pressione si aggiungono ovviamente fattori quali l'incertezza del futuro e la precarietà prevalente dei progetti di vita.
Il libro è diviso in due parti: la prima affronta il consumo delle sostanze psicoattive, i modi di proteggersi e il ruolo dei genitori; la seconda rivisita i paradigmi delle sostanze e dei significati ad esse attribuiti, con particolare attenzione all'alcol, alla cannabis e alla cocaina. Rivolto a genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che intendono affacciarsi all'odierno orizzonte della normalità della droga.

(«il Recensore.com», 7 maggio 2010)