“Chiama che ti passa”, dice la madre allungando un telefono cellulare al bambino, estenuata dai suoi capricci. O almeno lo diceva fino a qualche settimana fa. Alla fine di aprile (la notizia in Italia è stata data dal Corriere della sera a cura di Lisa Trisciuoglio il 29 aprile 2011) un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health statunitensi ha pubblicato su JAMA (il Giornale dell’Associazione dei Medici Americani) uno studio dal quale risulterebbe che le onde emesse dai cellulari influiscono sull’attività cerebrale,
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sabato 21 maggio 2011
Il telefonino/2
“Chiama che ti passa”, dice la madre allungando un telefono cellulare al bambino, estenuata dai suoi capricci. O almeno lo diceva fino a qualche settimana fa. Alla fine di aprile (la notizia in Italia è stata data dal Corriere della sera a cura di Lisa Trisciuoglio il 29 aprile 2011) un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health statunitensi ha pubblicato su JAMA (il Giornale dell’Associazione dei Medici Americani) uno studio dal quale risulterebbe che le onde emesse dai cellulari influiscono sull’attività cerebrale,
lunedì 16 maggio 2011
Il telefonino/1
Passiamo le giornate a cercare di convincerci di non essere diventati schiavi della tecnologia, di poter fare a meno - se solo volessimo - della televisione, del computer, perfino del frigorifero, e che gli strumenti tecnologici non fanno altro che offrirci delle comodità in più: potremmo privarcene in qualunque momento, sosteniamo convinti, rimanendo perfettamente noi stessi.
È la tesi che in filosofia viene chiamata della “tecnologia neutrale” - cioè della tecnologia semplicemente aggiunta all’uomo, come un cappello messo in testa, che lascia tutto il resto inalterato (tesi smentita fin dall’inizio della nascita della tecnica, ma da sempre
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