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giovedì 14 febbraio 2019

Sant'Antimo, 13 febbraio 2019. «A scuola di noir» con L'abiezione



Il Mattino di Napoli, 13 febbraio 2019

NanoTV, 11 febbraio 2019

domenica 24 gennaio 2016

F. Falco (a cura di), Chi è? Tramandiamo ai posteri coloro che meritano di essere ricordati, vol. III, ed. Dea Onlus, Bellona (CE), 2015.

Comprendere il passato per slanciarsi nel futuro con consapevolezza: questo l'appello della giornalista Ersilia Altieri, durante la presentazione del terzo volume dell'opera Chi è? Tramandiamo ai posteri coloro che meritano essere ricordati, volta a conservare (e a consegnare) la memoria di ciò che merita di essere ricordato - anche in una piccola realtà come quella della provincia di Caserta.
La presentazione del libro si è tenuta a Bellona, nella sala comunale, con l'apprezzamento della Presidenza del Senato della Repubblica, il 5 dicembre 2015. Nel corso della manifestazione, è stata assegnata una Medaglia d'oro a Giovanni Maiello, quale "Vittima del terrorismo" (oltre ad altre tre per il "valor militare"). Tra i tanti nomi di spicco presentati nel volume, curato da Franco Falco (et al.), si evidenzia quello di Michele Schioppa, giornalista, conduttore radiofonico, insegnante e storico del territorio nato a Maddaloni nel ’77, che si impegnato su ogni fronte della promozione culturale e sociale, da quello religioso a quello associazionistico, da quello sindacale a quello politico (tra i suoi numerosi studi si segnalano in particolare quelli sulla nascita del regno d’Italia e della Sicilia, sulla figura della donna e sulla storia e il folklore della Processione del Cristo morto e dell’Addolorata).
Biografia, narrativa e poesia di un territorio - quello di Caserta e della sua provincia - che, pur a voce bassa, ha tanto, tanto da dire.


F. Falco et al. (a cura di), Chi è? Tramandiamo ai posteri coloro che meritano di essere ricordati, vol. III, ed. Dea Onlus, Bellona (CE), 2015.

(«Pagina3», 24 gennaio 2016)

venerdì 29 maggio 2015

Cartolina da Torino

Lingotto Fiere, Salone Internazionale del Libro. Parto con tutta la famiglia, approfittiamo dell’occasione per passare qualche giorno insieme in gita. All’accettazione mi danno un pass come relatore valido due giorni invece che quattro: va be’, penso, sono i tagli alla spesa. I bambini? Be’, quelli pagano, ma sono solo due euro e cinquanta a testa, poco male, penso anche qui. A mia moglie invece danno un pass “accompagnatore”: vale un solo giorno, mi dicono (cioè, un solo ingresso: se esce e vuol rientrare, dovrà pagare il biglietto per intero). «Come solo oggi? - dico. - Come a scuola? La mamma mi accompagna il primo giorno e domani vengo da solo?» La ragazza non mi risponde, però il concetto è: “Sì, proprio così”. Altro che tagli alla spesa: è proprio come a scuola.
E il Salone com’è? Luci e ombre, ovviamente. Bello non si può dire che non lo sia. Ancora avvicinabile venerdì, il sabato è delirio: troppa gente, file ai bagni e ressa al bar. Gli editori fanno un gran lavoro, in piedi quasi tutto il giorno, a inventarsi l’impossibile per portare a casa il risultato: perché andare al Salone costa, altroché, in termini di viaggio, di spazi, di spese vive. Così fioccano gli sconti del 20, del 30 anche del 50%: riesco ad aggiudicarmi i vecchi noir di Veraldi a meno che online. Tra le tante iniziative extra c’è la questura che organizza incontri sulla violenza domestica e sullo stalking. Ma gli stand più affollati restano pur sempre quelli dedicati alla cucina e agli zombi, segno che questi generi… non muoiono mai.
Fuori, Torino. Nel poco tempo che rimane ci concediamo piazza Castello, la Mole, il lungofiume, un piccolo giro in battello sul Po. È una città strana, tanto grande e abitata (quasi un milione di residenti) quanto deserta: pochissima gente per strada, i torinesi sembrano non andare mai a piedi. Alloggiamo a San Salvario, il quartiere della famigerata movida, - che pare dia da fare alle forze dell’ordine a settimane alterne - eppure dalle nostre finestre non si sente nulla. Sporca un po’ meno di Caserta - ma solo un po’ - e bella, ma un po’ monotona: dopo aver visto Santa Maradona e le tante miniserie televisive degli ultimi anni, me l’aspettavo un po’ più romantica. Mia figlia decenne l’ha definita “ligia e grigia” e credo che abbia sostanzialmente ragione. Al ristorante servizi lunghissimi: dopo un’ora di attesa dall’ordinazione, a momenti ci alziamo e andiamo via: ma siamo su una terrazza in riva al fiume più grande d’Italia, ad allungare un piede c’è da bagnarsi la scarpa. Lo sguardo si perde in lontananza verso la vegetazione che ondeggia sull’acqua placida; un movimento congiunto che placa ogni agitazione. E quando ti alzi a fine pranzo, ti dispiace al pensiero che, di lì a poche ore, dovrai andare via.

(«Il Caffè», 22 maggio 2015)

mercoledì 3 dicembre 2014

Napoli e dintorni. Rassegna di scrittori campani a Sant'Antimo (NA), 9-12 dicembre 2014

9 dicembre: Aldo Putignano, "Social zoo" (ed. Homo Scrivens) e "Forza Napoli! Una vita in azzurro" (ed. Perrone)

10 dicembre: Diana Lama, "L'anatomista" (ed. Newton)

11 dicembre: Luca Delgado, "081" (ed. Homo Scrivens)

12 dicembre: Francesco Mari, "La ragazza di Scampia" (ed. Fazi)

Rassegna a cura di Paolo Calabrò, organizzata dalla Biblioteca comunale "mi libro" e dal Centro Ozanam, che ospiterà l'evento. Con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura.