Don Andrea Gallo, uomo di cultura è prete di strada genovese, è da sempre al servizio degli ultimi nelle periferie della sua città. Già missionario in Brasile, negli anni ‘50, è fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova. Ha pubblicato molti libri, tra cui, nel solo 2011: Non uccidete il futuro dei giovani (Dalai), Se non ora, adesso (Chiarelettere), Il Vangelo di un utopista (Aliberti).
Partiamo dai fatti di Torino e Firenze. In Italia, nel terzo millennio, si parla ancora di razzismo?
Purtroppo sì, perché in tutti questi anni, nonostante la chiarezza al riguardo della nostra Costituzione - nata dopo un periodo di regime nazifascista che aveva fatto del razzismo uno dei suoi punti cardine - la coscienza antirazzista degli italiani si è andata via via affievolendo, anche per la responsabilità delle agenzie educative, la scuola in primis. Vedo che ancora oggi la scuola, anche nei casi migliori, propone il rispetto per l’altro ma niente di più, nessuna integrazione. Poi ci sarebbe il ruolo - di primo piano - della Chiesa.
