Pippo Civati è nato a Monza nel 1975. Laureato in filosofia e dottore di ricerca, ha studiato a Milano, Firenze e Barcellona. Ha scritto e curato saggi e articoli dedicati al pensiero del Novecento e della prima età moderna. Dal 2005 è consigliere regionale della Lombardia. Il suo blog (www.civati.it) è tra i più seguiti d’Italia. Tra i suoi libri: Nostalgia del futuro. La sinistra e il PD da oggi in poi, L’amore ai tempi di Facebook e il romanzo Il segreto di Alex. Nel 2009 ha pubblicato il volume Regione straniera. Viaggio nell’ordinario razzismo padano (ed. Melampo, con la prefazione di Nando Dalla Chiesa).
Come legge i rapporti tra politica e moralità nell’Italia del 2011?
Si tratta di un tema ancora molto aperto, direi anzi che uno dei motivi della disaffezione verso la politca è proprio l’allontanarsi delle due cose, dal venir meno di un atteggiamento di sobrietà e correttezza verso un atteggiamento tipo della cosiddetta “politica del palazzo”. È uno dei temi centrali di questo momento politico, quello di riacquistare la fiducia della gente riportando la classe politica verso la testimonianza diretta, verso uno stile, un modo di fare, di gestire i rapporti di potere, riconoscibile e apprezzabile, che si concretizza anche in atteggiamenti concreti come ad esempio il non fermarsi troppo a lungo in una certa posizione di potere, fino ad evitare atteggiamenti più spiacevoli che sconfinino addirittura in comportamenti da codice penale.
