mercoledì 21 maggio 2014

G. Prinelli, L’oro di san Giorgio ovvero di come la ricchezza renda (in)felici, 2014

Gabriele Prinelli, autore del quale abbiamo già avuto il piacere di parlare a proposito del suo Il cane del santo, ci propone oggi un nuovo lavoro, L’oro di san Giorgio ovvero di come la ricchezza renda (in)felici, suo quinto romanzo ma primo a non venir stampato, per scelta esplicita dell’autore, che ha deciso di renderlo gratuitamente scaricabile in formato elettronico (.ePUB) presso il sito dedicato al libro.
Ancora una volta Riozzo, paesino del lombardo che già in altre opere di Prinelli ne ha viste di tutti i colori, è teatro delle marachelle, delle infedeltà, delle ambizioni e delle peripezie dei villici che in ogni modo, quasi sempre maldestro, cercano di dare una sterzata alla propria vita. E cosa c’è di meglio dell’oro per cambiare status sociale e cominciare a fare la vita dei signori? Soprattutto se l’occasione è a portata di mano: pare che la statua di san Giorgio, dimenticata in qualche angolo della sacrestia, sia cava e che qualcuno - a suo tempo, forse per un voto - l’abbia riempita d’oro. O era la statua di san Rocco? O, ancora, quella di san Demetrio?
Fatto sta che a Riozzo cominciano a fioccare i miracoli: perfino il vescovo - accorso a tastare con mano, non volendo giustamente dar credito alle dicerie - l’ha annunciato. Dicono che un muto dalla nascita abbia acquistato improvvisamente la parola (ma non tutte quelle che servirebbero a rivelare i nomi dei furfanti che ha visto trescare la notte prima, già pronti a bastonarlo se li smaschererà).
Un’altra novella d’ambientazione ottocentesca che conferma un Prinelli in gran forma, in equilibrio perfetto tra il giallo e il comico, dove l’intreccio si lega alla pantomima ed anche sulle sventure più cocenti fa ridere e sorridere di gusto.


G. Prinelli, L’oro di san Giorgio ovvero di come la ricchezza renda (in)felici, 2014.

(«Pagina3», 21 maggio 2014)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano