venerdì 27 maggio 2016

I.E. Ferrario, Il demone di Brera, ed. Frilli, 2016

Morire può capitare a chiunque - si potrebbe dire, parafrasando Wilde - ma esser dati per morti, da vivi… proprio no! Chi ha giocato questo tiro a Neri Pisani Dossi, antiquario milanese, dovrà subire la sua ira. Ma di lì a poco ogni sua intenzione viene meno, quando si rende conto di esser stato tutto sommato fortunato: Davide Crespi è ancora un ragazzo quando, in quella stessa mattinata, perde la vita. E forse non in maniera naturale…
Il protagonista di questa nuova avventura firmata Ippolito Edmondo Ferrario ed edita da Frilli l’abbiamo già incontrato nel precedente L’antiquario di Brera; qui, se possibile, è un pizzico più irritabile, più amante del sesso “non ordinario” e più insofferente verso il conformismo che si ritrova intorno. E la vicenda narrata è ancora più nera dell’altra, nella misura in cui la ricerca della soddisfazione personale - messa in campo attraverso tanti diversi personaggi anche secondari - diventa unica bussola e metro dell’esistenza di chi non ha altro, all’orizzonte, che se stesso. Una storia nerissima che non deluderà gli amanti del genere; e di Milano, qui tratteggiata bene nel dettaglio da chi la conosce molto da vicino.


I.E. Ferrario, Il demone di Brera, ed. Frilli, 2016.

(«Pagina3», 27 maggio 2016)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano