venerdì 1 aprile 2016

B. Perini, Le figlie del diavolo, ed. Tralerighe, 2016

Tiziano Donini, giornalista di cultura e cronaca finanziaria, ha scoperto non molti anni or sono quanto la vita possa cambiare in meglio, da un momento all’altro: lui, scapolo impenitente che “invecchia bene”, ha sposato Rebecca subito dopo averla conosciuta. Adesso, purtroppo per lui, sta per sperimentare che, all’inverso, le cose possono anche cambiare in peggio, altrettanto improvvisamente: e, quando sua moglie gli comunica di non amarlo più, la tanto sospirata e faticosa “normalità” comincia a crollargli intorno…
Noir nerissimo ma sottotono questo Le figlie del diavolo (ed. Tralerighe, 2016) per Bruno Perini, giornalista di lungo corso qui al suo secondo romanzo. Il protagonista, appassionato (ma forse meglio si direbbe “ossessionato”) dal sesso orale, è alle prese con una vicenda ingarbugliata vicina ai poteri forti e a gente che scotta; lo stile però è sovente stucchevole, e la narrazione sacrifica troppo il ritmo all’architettura, esaltando il meccanismo a spese dell’emozione. L’autore, nipote di Adriano Celentano, ha già pubblicato Memorie di zio Adriano (Mondadori) e il noir Richiamo di sangue (Baldini e Castoldi).


B. Perini, Le figlie del diavolo, ed. Tralerighe, 2016.

(«Pagina3», 1 aprile 2016)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano