mercoledì 25 febbraio 2015

K. Polanyi, Una società umana un’umanità sociale,ed. Jaca Book, 2014

L’economia non ce la dice tutta. E anche quando ce la dice, spesso lo fa male: non è vero ad esempio che l’uomo sia per natura oeconomicus, volto cioè spontaneamente a massimizzare sempre e comunque la propria convenienza e a ridurre i propri sforzi (come se non fosse animato da null’altro che dall’avidità e dall’indolenza). E non è vero che la libertà dell’uomo si esplichi solo attraverso la produzione (e l’appropriazione del prodotto del proprio lavoro - sia in forma diretta, sia in forma indiretta, tramite il salario): è questo un dogma che accomuna tanto il capitalismo quanto il suo acerrimo nemico - il comunismo marxista - e che in nessun caso riflette la realtà, costituita invece di esigenze creative e relazionali che non sono né monetizzabili né trascurabili. Se dunque l’attuale immagine del mondo si basa su un’economia convinta che “la materia sia tutto ciò che c’è”, ebbene, quest’immagine va rivista, e le scienze sociali hanno il compito urgente e indelegabile di rimettere armonia tra le varie sfere che compongono e nutrono la vita personale e sociale dell’uomo: la scienza, la tecnica, la morale, l’arte, la politica…
Karl Polanyi, autore del celeberrimo La grande trasformazione, che tra gli anni ’20 e i ’60 del secolo scorso aveva già diagnosticato la deriva della nostra società, affidatasi incautamente a un’economia che crede di poter ridurre l’uomo a ciò che mangia, raccoglie in questo splendido libro interventi tematici (scritti tra il 1918 e il 1963) che approfondiscono talvolta meglio che nel suo capolavoro argomenti di grande centralità: il ruolo della Prima guerra mondiale nell’assetto economico e politico europeo, il rapporto tra politica, scienza ed etica, il legame tra cristianesimo e autocoscienza sociale, la peculiarità del pensiero sovietico, l’irrinunciabilità di un’istruzione generalizzata in grado di rendere “cittadinanza” le masse inconsapevoli. Invertendo l’altro famoso dogma liberista per il quale la società progredisce a mano a mano che lo fanno i singoli; mentre è vero proprio il contrario: è solo il progresso sociale a conferire ai singoli la possibilità di andare avanti. Di enorme originalità, oltre che attualissimo per la riflessione sociologica odierna, vicino alle tematiche di concretezza e di uguaglianza del grande studioso vivente Zygmunt Bauman.


K. Polanyi, Una società umana un’umanità sociale,ed. Jaca Book, 2014.

(«Mangialibri», 25 febbraio 2015)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano