martedì 24 febbraio 2015

G.-G. Lemaire, Kafka. Una biografia, ed. Lindau, 2014

Si racconta - lo fa Max Brod nel suo diario - che le lancette del municipio di Praga si siano fermate alle quattro del pomeriggio, quel giorno. Era l’11 giugno del 1924, e Franz Kafka era appena stato sepolto nel nuovo cimitero ebraico di Strašnice, nel quartiere periferico di Žižov. Fu una giornata di profondo lutto non solo per la città, ma per tutti gli intellettuali di lingua ceca e tedesca (gli altri, d’ogni dove nel mondo, lo avrebbero capito solo dopo). L’orologio della capitale non è solo l’immagine di una perdita irreparabile, che il tempo non è capace di sanare; è bensì l’attestazione simbolica di un intero mondo immaginifico (ma tanto prossimo all’ontologia da destare nei suoi lettori il fascino e l’orrore dell’angoscia) che è andato in frantumi e che, dopo di lui, non conoscerà eredi né epigoni degni del nome…
Parlare di Kafka è sempre in certo modo parlare del già detto: la sua produzione è stata vivisezionata da ogni angolazione e anche la sua vita personale - inestricabilmente intrecciata a quella - è stata fatta a brandelli e spiegata più o meno finemente in ogni risvolto. Così oggi sappiamo tutto delle origini, della famiglia, degli amori, del lavoro, della sessualità, dell’ebraismo, del rapporto con la scrittura di Kafka. Non è facile però trovare una biografia in grado di tenere insieme tutte le cose in un quadro completo che - senza pretesa di esaustività - sappia sfuggire alla tentazione della cronaca pedissequa e scendere in picchiata su aneddoti e testimonianze capaci di restituire il volto di Kafka a noi che desideriamo conoscerlo a un secolo di distanza. Lemaire ci riesce e ci conduce nei meandri di una figura che ha del mitologico - per la grandezza inarrivabile di ciò che ci ha consegnato - ma che era pur sempre un uomo alle prese con le difficoltà del mondo moderno, straniante e pericoloso come lo conosciamo. Una lettura che riesce a ripercorrerne le tappe esistenziali attraverso le lenti della sensibilità del genio praghese, da parte di uno studioso considerato uno dei maggiori esperti al mondo dell’opera di Kafka.


G.-G. Lemaire, Kafka. Una biografia, ed. Lindau, 2014.

(«Mangialibri», 24 febbraio 2015)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano