domenica 30 novembre 2014

G. Pansa, Eia eia alalà. Controstoria del fascismo, ed. Rizzoli, 2014

Lei, bellissima e inarrivabile. Lui, appena più piccolo, eccitato e tremante. Insieme a scuola negli anni del liceo - nei quali lui fantastica e anela, come i suoi compagni, mentre lei fiorisce e snobba tutti - si pèrdono di vista alla maturità. Per ritrovarsi, ormai ottantenni, in un’occasione suggestiva e bizzarra: lei gli scrive per invitarlo a casa sua, ha una proposta che lo sorprenderà di certo. La cosa lo incuriosisce, da un lato; ed è pur vero che rifiutare non sarebbe facile, senza cadere nella scortesia. Dall’altro, lui in generale non ama rivedere oggi gli uomini e le donne della sua gioventù: il tempo passa per tutti, e osservarne lo scorrere sull’altrui volto significa doverlo riconoscere sul proprio. Che fare? Alla fine decide di andarci, al di là di tutto l’attrazione per l’ignoto è sempre irresistibile. E lei gli chiede di scrivere una storia che ha conosciuto molto da vicino: una storia che comincia negli anni del fascismo delle infami deportazioni, ma anche di un’Italia diversa da quella attuale, forse migliore…
Un’altra “controstoria” del fascismo: è almeno dagli anni ’70 che si parla delle esigenze del revisionismo storico e come spesso càpita in questi casi la novità finisce ben presto per diventare a sua volta la moda che pretendeva di scalzare. Massimo rispetto per chi ha passato la vita a studiare e non piega le conoscenze che ha acquisito ai propri interessi personali e di parte: la preparazione e l’onestà intellettuale dell’autore sono qui fuori discussione (soprattutto, fuori dalle polemiche che accompagnano sempre i suoi libri - anch’esse sempre identiche - a partire da Il sangue dei vinti). Ma dire ancora oggi che certa propaganda di sinistra ha esagerato alcuni aspetti della ricostruzione storica del fascismo, sacrificando la precisione al furore della condanna non sembra più interessante o eversivo come la prima volta. D’altro canto, per quanto ben argomentata, resta discutibile l’idea che destra e sinistra, almeno allora, non fossero né tanto diverse né tanto distanti (e che, soprattutto, a buon diritto dovrebbero dividersi la responsabilità di come sono andati i fatti, in quanto hanno insieme contribuito a generarli). Insomma, nessun dubbio sullo spessore dell’autore e sulla sua forza espressiva. Sull’utilità del leggere il libro, invece, qualche dubbio rimane.


G. Pansa, Eia eia alalà. Controstoria del fascismo, ed. Rizzoli, 2014, pp. 375, euro 19,90.

(«Mangialibri, 4 novembre 2014; «Pagina3», 30 novembre 2014)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano