martedì 31 gennaio 2017

S. Vero, Il mito infinito. La farsa del capitalismo in 4 atti, ed. Il Prato, 2016

L’individuo è la sola realtà (e la società non esiste). L’unico sapere è quello scientifico (e tutti gli altri – tradizionale, narrativo, personale – sono fasulli, o superflui). Non siamo nient’altro che materia, e null’altro conta che la cura di noi stessi (cioè: del nostro corpo). Sono solo alcuni dei mille dogmi del capitalismo odierno; e la nostra è probabilmente l’epoca più dogmatica che il mondo abbia mai visto. Solo che stavolta non è la religione a promulgarli; ma quello che con la maggiore insistenza e a voce più alta pretende di spacciare ogni giorno la propria invincibile razionalità: il capitalismo. Che non si accontenta di organizzare l’economia e la politica a livello planetario, ma si spinge fino a rimodellare la nostra stessa percezione delle cose.
Prerogativa di questo nuovo ordine mondiale è il conflitto: che parte dalla teoria – competizione, concorrenza, ecc. – e giunge alla pratica della lotta a ogni forma di dissenso (che straripa nell’esportazione dei propri modelli in ogni punto del pianeta – spesso e volentieri con la forza delle armi).
Il mito infinito affronta queste tematiche in uno sviluppo lineare che svela la messinscena del capitalismo, e la sua creazione artificiale di narrazioni aventi un unico obiettivo: vendere. L’autore, Sandro Vero, usa uno stile divulgativo che sa rendersi accessibile a tutti, senza sacrificare la puntualità del saggio filosofico, ha il pregio della sintesi e invita all’approfondimento. Con la Postfazione di Diego Fusaro.


Sandro Vero, Il mito infinito. La farsa del capitalismo in 4 atti, ed. Il Prato, Padova 2016. Collana “I Cento Talleri” diretta da Diego Fusaro.

(«l'Altrapagina», gennaio 2017)

Paolo Calabrò

Filosofia e Noir

Madrelingua napoletano, vive a Caserta, dedicandosi alla famiglia, alla filosofia e, ovviamente, al noir. Gestisce il sito ufficiale di Maurice Bellet in italiano